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Venezia in numeri

di Fabio Bozzato
«2500 erano gli aventi diritti al voto, 11.654 le prostitute, 69 furono invece le volte che fu colpita dalla peste. E oggi qual è la vera cifra di Venezia? Ce lo racconta una guida d’eccezione». Venerdì di Repubblica, 23.04.21

Alberto Toso Fei ospite al Tg2 Mizar

Alberto Toso Fei ospite di Tommaso Ricci a Tg2 Mizar, racconta Venezia e la sua storia, lunga 1600 anni, attraverso i suoi ‘numeri’.

Venezia in numeri rai news 24

Alberto Toso Fei intervistato da Fabio Cappelli per la rubrica culturale Tuttifrutti per Rai News 24 e Rai 5

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Venezia compie 1600

di Vera Mantengoli
«Alberto Toso Fei ha raccolto negli anni quelle memorie popolari che rischiavano di essere dimenticate, diventando il cantastorie di Venezia». 

Repubblica, 25.03.21

Venezia in numeri Tg2

di Tommaso Ricci
«È arditamente controcorrente raccontare Venezia attraverso numeri e primati come fa Alberto Toso Fei».

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Venezia in Numeri

di Claudia Meschini
«Venezia in numeri è un omaggio alla storia della Serenissima e della moderna Venezia che in questo 2021 compie i suoi leggendari 1600 anni».

Il Gazzettino, 23.04.21

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Venezia in numeri

di Enrico Tantucci
Toso Fei non è uno storico classico. Piuttosto, un narratore – documentatissimo – di fatti e di leggende, esposti al lettore con la vivacità e la concretezza del giornalista che va subito al punto.”  La Nuova di Venezia, 23 aprile 2021

Moderata Fonte – Ritratti Veneziani – Il Gazzettino

di Alberto Toso Fei
Le vie del Signore sono infinite, si suole dire ogni volta che il destino di una persona muta imprevedibimente, in genere per il meglio. Le svolte nella vita di Modesta Pozzo furono poche ma profondamente incisive, e quasi sempre segnate da un tocco di drammaticità; eppure le permisero di passare alla storia come una delle poetesse più brillanti del Cinquecento, con il nome per il quale è più conosciuta, coniato da lei stessa: Moderata Fonte.

Gli angeli del salso

di Alberto Toso Fei
E così ieri mattina noi veneziani – di nascita, del cuore, dell’anima, poco importa – ci siamo svegliati tutti, ammesso che qualcuno sia andato a letto, con un nuovo marchio: quello della paura, del senso di impotenza, della rabbia fine a se stessa, della spossatezza più profonda mai provata nella vita. Feriti come ferita è stata la città, perché è cosa nota che chi è veramente veneziano, a prescindere dal luogo che l’abbia visto nascere, vive in una simbiosi totalizzante con la città.

Arcangela Tarabotti – Ritratti Veneziani – Il Gazzettino

di Alberto Toso Fei
Quattrocento anni prima che le donne marciassero per rivendicare i propri legittimissimi diritti civili, umani, amministrativi; che bruciassero i reggiseni e intervenissero nei malfermi equilibri sociali del mondo con slogan dirompenti, una veneziana già parlava e scriveva di parità politica, economica e sociale delle donne rispetto agli uomini.

Luigi Broglio – Ritratti Veneziani – Il Gazzettino

di Alberto Toso Fei
Se qualcuno, a cena, vi raccontasse che l’Italia è stato il primo paese a mandare in orbita un satellite – dopo le indiscusse potenze spaziali di sempre, Unione Sovietica e Stati Uniti – voi guardereste la bottiglia che ha davanti per controllare quanto abbia bevuto. Invece è proprio così: terzo Paese al mondo in assoluto ad aver effettuato un lancio orbitale (il 15 dicembre 1964), l’Italia deve il suo primato a Luigi Broglio, nato a Mestre nel 1911 da una famiglia piemontese.

Fumetti a Venezia

di Alberto Toso Fei
Negli anni Cinquanta, Batman combattè nel Canal Grande di Venezia da una gondola all’altra; più recentemente, invece, Spider Man si appese con la sua bella appena salvata a un filo di ragno davanti al campanile di san marco, dove però NON ci sono altri grattacieli a cui attaccare ragnatele. Ma i fumetti, si sa, possono fare questo ed altro.
E in laguna tutti, ma proprio tutti (vabbè, quasi: Tex non ci è ancora venuto, ma Buffalo Bill, quello vero, nel 1906 si fece un giro in gondola con quattro indiani) i personaggi dei comics, come appunto i “vip” in carne e ossa, prima o poi un giro se lo fanno.

Noi Veneziani feriti e traditi

di Alberto Toso Fei
E così ieri mattina noi veneziani – di nascita, del cuore, dell’anima, poco importa – ci siamo svegliati tutti, ammesso che qualcuno sia andato a letto, con un nuovo marchio: quello della paura, del senso di impotenza, della rabbia fine a se stessa, della spossatezza più profonda mai provata nella vita.
Feriti come ferita è stata la città, perché è cosa nota che chi è veramente veneziano, a prescindere dal luogo che l’abbia visto nascere, vive in una simbiosi totalizzante con la città.