FESTART VENEZIA – L’ANTIFASCISMO SUI MURI
sabato 19 settembre, ore 19
Si intitola “L’antifascismo sui muri – Storie di lotte e anarchia a Venezia” la conferenza che Desi Marangon e Alberto Toso Fei terranno all’interno del programma del Festart Venezia.
Scritte, schiaffi e “grida sediziose” contro i fascisti: la gioventù anarchica veneziana portava avanti la sua lotta con una comunicazione da strada molto efficace, che trovava in campi, calli e campielli il luogo ideale per esprimere il dissenso e progettare azioni di sabotaggio contro il regime. Molte furono le donne e gli uomini che pagarono con il confino o la prigionia l’aver sbeffeggiato pubblicamente il duce, invocandone a gran voce la dipartita o parodiandone i motti più celebri. Vi fu chi si presentò con una cravatta rossa in sala da ballo alla vigilia della marcia su Roma, respingendo a schiaffi l’indignazione dei militanti fascisti presenti, o chi, dopo la fuga da Lampedusa, spedi una cartolina ai carcerieri da Versailles: “Arrivederci all’inferno”. Non mancavano naturalmente i volantini e le scritte sui muri, di natura goliardica e dissacrante, ma talvolta anche tragiche: “meglio morire che tradire” scrisse un partigiano veneziano sul muro della propria cella, non rivelando mai ai nazifascisti i nomi dei compagni e delle compagne di lotta. Per inchiostro, usò il suo stesso sangue. Uomini e donne sulle quali venne esercitato un controllo ossessivo: se oggi ne conosciamo le vite (e ne possediamo le cartoline) è grazie agli schedari della polizia politica, che minuziosamente annotò ogni vicenda delle loro esistenze. Fonti ufficiali che, unite ai graffiti, restituiscono un quadro vivace dell’antifascismo veneziano nel ventennio più buio d’Italia. Teatrino Groggia, Parco di Villa Groggia, ore 19. ingresso libero