Alberto Toso Fei

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Veneziano dal 1351, discende da una antica famiglia di vetrai di Murano. Scrittore, saggista e giornalista, ha scritto una serie di titoli tra storia e mito, cronaca e leggenda – tradotti in più lingue e venduti in migliaia di copie – che hanno creato un nuovo modo di raccontare Venezia e la sua laguna.
I suoi libri sono come viaggi nel tempo e nella stratificazione della storia: dal recupero della tradizione orale – con la raccolta delle antiche storie narrate dagli anziani che rischiavano di andare perdute – fino alla mappatura di oltre 6000 graffiti incisi nelle pietre, ai quali Toso Fei ha restituito una narrazione. Titoli che sono diventati anche cacce al tesoro, performance teatrali, opere d’arte e applicazioni.
Come una macchina del tempo vivente, con i suoi storytelling, dà vita a recital, TEDx, eventi on line.
Protagonista della vita culturale a Venezia è un punto di riferimento per la sua storia. Alberto Toso Fei è il narratore di Venezia.
IL PIEDE DESTRO DI BYRON

IL PIEDE DESTRO DI BYRON

Tra Sherlock Holmes e Dylan Dog, il primo romanzo di uno dei più grandi conoscitori della storia, dei misteri e delle leggende della Serenissima. (dalla scheda di lancio Marsilio)

C’è un nuovo investigatore nel vasto campo del noir in Italia che parla veneziano e muove le sue indagini nella Venezia di oggi, del turismo di massa e dell’acqua alta, ma anche in quella del mito e della leggenda, tra fatti di cronaca e antichi misteri: il giornalista Alessandro Nicoli vive la prima delle sue avventure in Il piede destro di Byron, edito da Marsilio.

Lontano dall’assedio dei turisti, in una soleggiata laguna di Venezia, Alessandro Nicoli durante una gita in barca con la sua morosa trova un’antica moneta d’oro vicino all’isola abbandonata di San Giacomo in Paludo. Per Nicoli, veneziano da sempre, ex giornalista e investigatore per caso, è l’inizio di un’indagine intricata che, tra fatti di cronaca e antichi enigmi, lo porterà a addentrarsi nelle calli e i canali più nascosti della Serenissima nel tentativo di capire cosa accomuni due omicidi senza un legame apparente, un frate esorcista che sostiene di avere inventato il Cronovisore – una macchina capace di superare le barriere del tempo –, l’Hypnerotomachia – un libro vecchio di secoli che racchiude i segreti dei sogni – e Lord Byron, il celebre poeta che abitò a lungo a Venezia fra licenze e scandali, trovato nella tomba col piede destro tagliato e la cui ombra inquieta aleggia sull’intera vicenda. Costretto a guardarsi dai fantasmi del passato e dai pericoli del presente, Nicoli, goffo e scaltro al tempo stesso, affronterà molti ostacoli per riuscire a sciogliere a uno a uno i misteri celati nel corpo di pietra della città.

“Alessandro Nicoli è un personaggio che ha cominciato ad accompagnarmi nelle mie ricerche su Venezia – racconta l’autore -.  Da sempre, della città, mi colpisce la straordinaria capacità di evocare le storie – dalla grande Storia alla leggenda – ancora ben vive davanti i nostri occhi, nei luoghi, nelle pietre, in attesa di essere raccontate. Ma Venezia spinge, naturalmente, anche verso la dimensione del sogno e del fantastico.

Sul crinale della storia e della fantasia si muove dunque Nicòli (con l’accento sulla O, guai a sbagliarne il cognome, se non lo si vuol sentire), ex giornalista dall’innata curiosità, capace di trovare connessioni e soluzioni, anche se dotato di un certo talento per finire nei guai.

Un investigatore sui generis che, in una città alle prese con il turismo di massa, le grandi navi e l’acqua alta, si imbatte negli enigmi del passato che risolve come fossero delle vere e proprie indagini: come il caso di Lord Byron, il cui piede destro fu storicamente ritrovato misteriosamente tagliato nella tomba, la cui vicenda si dipana in una trama intricata tra indizio e credenza che porterà Nicoli fino a viaggiare nel tempo, ai confini dell’immaginabile”.

 

“Con impareggiabile maestria narrativa Alberto Toso Fei fa splendere nelle sue pagine gli eterni e unici misteri di Venezia” Giancarlo De Cataldo

I GRAFFITI DI VENEZIA

I GRAFFITI DI VENEZIA

Il primo libro sui graffiti di Venezia, un immenso patrimonio fino ad oggi sconosciuto, uno sguardo inedito su una città ancora da scoprire. Un lavoro imponente ad opera dello scrittore e narratore di Venezia Alberto Toso Fei e della storica Desi Marangon che hanno mappato oltre 6.000 graffiti – fra quelli ancora leggibili – in 5 anni di ricerca. Ora questo immenso patrimonio nascosto è diventato “I Graffiti di Venezia”. (Lineadacqua Edizioni): 30 capitoli, una selezione di oltre 350 immagini, tra rilievi grafici e fotografie scattate da Simone Padovani, accompagnate da una narrazione accurata e avvincente su una Venezia ancora tutta da scoprire.

Sì, perché la storia di Venezia – e con essa le sue storie – è graffita sui suoi muri. Che mostrano figure umane, volti, nomi e date; e poi navi, gondole, cronache e croci, che – a volte da cinque, sei, settecento anni – passano inosservati mentre si percorrono i luoghi del quotidiano veneziano. È come se la storia della città e quella del mondo fossero state fissate sui muri per mano di persone che volevano che la memoria di quei fatti non andasse perduta. A Venezia, su una colonna di Palazzo Ducale, esiste un graffito in glagolitico, il più antico alfabeto slavo che precedette il cirillico, datato 1470. È stato tracciato con tutta probabilità dal primo stampatore croato, Blaž Baromic, che in laguna era venuto a imparare le tecniche di stampa; ma si possono trovare memorie che – tra Cinque e Seicento – raccontano dell’elezione di diversi dogi, o del giubilo per la costruzione del Ponte di Rialto; tra le colonne di Piazza San Marco si leggono ancora i proclami del 1848 inneggianti la Repubblica di San Marco voluta da Daniele Manin e Niccolò Tommaseo, quelle successive relative all’avvento dei Savoia (fino ai “W il re” risalenti al referendum monarchia-repubblica del 1946), oltre a quelle che raccontano la liberazione dal nazifascismo, che a Venezia avvenne il 28 aprile 1945, tre giorni dopo la data convenzionale. Tra i marmi antichi si legge del crollo del campanile di San Marco, descritto a matita con una scrittura veloce il 14 luglio 1902, ma anche dell’esecuzione dell’anarchico Francisco Ferrer, avvenuta pochi anni più tardi.

Un tesoro invisibile di segni antichi, del quale fanno parte pitture murali e iscrizioni a sgraffio, che si presentano come piccoli importantissimi presìdi di memoria, per raccontare una storia: una “chiocciola” uguale a quella che troviamo sulle nostre tastiere – antico simbolo commerciale veneziano – datata 1745, ma anche uno dei bombardamenti di Venezia avvenuti nel 1918. “I graffiti di Venezia” è un volume molto elaborato e documentato ma scritto in maniera discorsiva e destinato alla divulgazione verso un pubblico vastissimo: a Venezia i graffiti raccontano anche leggende! Accade all’Arsenale, dove a diventare magiche – per i veneziani del passato – furono le rune vichinghe incise sul lato del grande leone del Pireo; oppure sul portale della Scuola Grande di San Marco, dove la figura del Levantino corre disperata da secoli reggendo in una mano il cuore della madre.

Migliaia di graffiti antichi, dipinti o incisi lungo le calli, le corti, i palazzi e le chiese della città che Toso Fei e Marangon hanno scoperto, studiato e descritto negli ultimi cinque anni, con un lavoro di ricognizione serrata che ha riguardato Venezia e le sue isole: insula dopo insula, campo dopo campo, campiello, calle, corte, porta, balcone… ogni pietra è stata sottoposta al loro sguardo. Poi sono entrati nei palazzi, nei chiostri, nelle chiese, nelle antiche prigioni, nei musei… a Palazzo Ducale e in Basilica di San Marco, all’Arsenale e negli antichi Fondaci. Ne sono nate una raccolta e una mappatura imponenti, fatte di migliaia e migliaia di segni databili da poco dopo l’anno mille alla metà del Novecento, che sono stati debitamente trascritti e mappati.

Il libro, confezionato con una impaginazione di grande eleganza, ha poi una doppia natura, saggistico/accademica e fotografica, potendo godere – assieme ai rilievi dei segni più significativi – di centinaia di immagini realizzate dal fotografo Simone Padovani, che restituiscono i graffiti ai loro luoghi di appartenenza, con uno sguardo ampio e artistico.

MISTERI DI VENEZIA. SETTE NOTTI TRA STORIA E MITO. LEGGENDE, FANTASMI, ENIGMI E CURIOSITÀ

MISTERI DI VENEZIA. SETTE NOTTI TRA STORIA E MITO. LEGGENDE, FANTASMI, ENIGMI E CURIOSITÀ

«Ecco perché se dovessi rinascere un’altra volta – nonostante come emiliano romagnolo mi sia trovato molto bene anche da questo punto di vista- sceglierei Venezia.
Perché ho un cuore da “giallista” amante dei misteri, e se avete scelto di leggere questo libro sapete tutti cosa intendo dire.»
Carlo Lucarelli

(tratto dalla PREFAZIONE A MISTERI DI VENEZIA)

“E’ raro trovare in una guida un così perfetto connubio tra materiale di ricerca e stile letterario. E qui ci si supera: 109 racconti, 21 mappe, 49 foto (in bianco e nero), 23 illustrazioni e una leggerezza narrativa che porta il lettore nel cuore della serenissima, intrecciando la leggenda della tradizione orale alla storia”

(Paola SantoroLa Repubblica Viaggi, 29 febbraio 2012)

RIEDIZIONE del 2022!

Un viaggio in sette notti – ma pienamente godibile anche di giorno – alla scoperta di una Venezia diversa, segreta e misteriosa, fatta di segni levigati dal tempo, ma ancora riconoscibili e tutti da scoprire. Sette percorsi tra storia e mito, in cui leggende e curiosità, fatti insoliti e aneddoti divertenti, si materializzano nei luoghi in cui ebbero vita; ed ecco che fantasmi e demoni, dogi e cortigiane, personaggi storici e creature leggendarie, ricompaiono là dove il reale e l’immaginario si intrecciano nella storia dei luoghi.

Meglio se di notte perché, passeggiando nel silenzio, diventa più bello riprendere possesso della città e scoprire, magari dietro a una finestra o nel buio di un sotoportego, i protagonisti di quelle storie che sono ancora là, pronti a raccontarci di loro; oppure ritrovare, scolpiti nelle pietre, forme e messaggi testimoni di antiche vicende.

“Misteri di Venezia”, nella nuova veste editoriale pensata da Editoriale Programma a dieci anni di distanza dalla prima edizione, è un modo diverso, avvincente e suggestivo, di visitare la città, di conoscerne la storia più intima e segreta – attinta alla Storia ufficiale (quella meno nota) e alla tradizione orale – con cui il lettore/viaggiatore vive un’esperienza unica e indimenticabile.

“Misteri di Venezia” propone le storie più belle raccolte negli anni dall’autore, riscritte e organizzate in itinerari, che costituiscono una sorta di “the Best of”; il tutto arricchito da nuove entusiasmanti (e antichissime) storie inedite, come quella del “Morto che si uccise per amore”, che attraverso la vicenda del pittore Pietro Luzzo racconta uno spaccato di vita cinquecentesca e tenta di dare un significato al nome del “Casin dei Spiriti”; oppure quella del Golem di Venezia, un essere artificiale di cera creato da una maga per far innamorare una ragazza riottosa, che però poi acquista una sua autonomia e tenta di trascinarla all’inferno…

E ancora, le mille Venezie disseminate nel globo; la “Nobiltà Nera” veneziana che da secoli deciderebbe i destini del mondo dalla quale discenderebbero tutte le case reali d’Europa; la vicenda del gondoliere che – travestito da prete – cercò di redimere alcune meretrici e quella di Goethe, che assoldava i gondolieri per farsi declamare le odi del Tasso e dell’Ariosto. Infine, negli anni ’20, un intero plotone di soldati sparò per ore in un canale: l’ordine era uccidere il mostro di Punta della Dogana… ma non riuscirono nel loro intento.

“Misteri di Venezia” è poi il primo libro del suo genere arricchito dalla novità del Codice QR (che rimanda a contenuti multimediali grazie alla lettura ottica), che permette attraverso dei video di vivere alcune delle storie narrate nei luoghi dall’autore; una maniera di sposare la tecnologia più moderna all’antica dimensione del racconto.

Televisione

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Venezia e le donne

Che Venezia e la sua storia fossero molto Rock non vi era dubbio alcuno: soprattutto le sue donne. Nasce per “Rolling Stone” questo estratto video dal capitolo 7 di “Venezia in Numeri”, dedicato da Alberto Toso Fei – che ha scritto e condotto il lavoro – alle donne nella storia della Serenissima. Girato alla Scuola Grande dei Carmini con le amiche Giulia Boscolo, Valeria Moccia, Ciprea Cannavò, Elisa Andreoli, Chiara Vianello e Petra Schaefer, con la regia di Tommaso Giusto. Un lavoro reso possibile anche grazie al Cers e Wavents di Massimo Andreoli, oltre che a Marisa Convento e il Comitato per la Salvaguardia dell’Arte delle Perle di Vetro Veneziane.

http://Alberto%20Toso%20Fei%20-%20Viaggio%20nella%20Grande%20Bellezza%20-%20Venezia

Viaggio Nella Grande Bellezza

L’ECONOMIA DEL VETRO
È stata dedicata interamente a Venezia, una puntata di “Viaggio nella grande bellezza”, la trasmissione di Canale 5 condotta dall’attore Cesare Bocci realizzata nelle città più belle e significative d’Italia. Ospite speciale della trasmissione Alberto Toso Fei, che percorrendo col conduttore il Canal Grande a bordo di una barca veneziana, ha raccontato di D’Annunzio e della Duse, di Ca’ Dario e Peggy Guggenheim e di molte altre storie. Tra le più curiose, “la guerra degli specchi”.

TEDx Bassano del Grappa

“Quarantena, Lazzaretto, Ghetto, Arsenale, ma soprattutto “ciao”. La lingua della Serenissima è ovunque, afferma Toso Fei, e il mondo la parla senza saperlo. 10 minuti di narrazione per scoprirlo con il TEDx tenuto dall’autore a Bassano del Grappa”.

Performer

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Alberto toso Fei - Marghera Estate

Alberto Toso Fei è conosciuto per le sue performance di solo racconto, a volte accompagnato da video o da supporti multimediali. Assieme ai teatri e alle sale attrezzate per accogliere un pubblico numeroso, nel corso delle estati tiene delle serate all’interno dei programmi estivi delle rassegne letterarie e di spettacolo organizzate da Comuni e Biblioteche. Nell’era del Covid, durante la quale sono stati privilegiati i monologhi per evitare la compresenza di troppe persone sul palcoscenico, la sua attività di storyteller non si è mai fermata.

Stampa

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http://La-Repubblica-i-graffiti-di-Venezia-Alberto-Toso-Fei-Desi-Marangon-Vera-Mantegoli

Nei graffiti Venezia che vive

di Vera Mantegoli
All’imbrunire, quando la penombra cala sulla città, Venezia inizia a raccontare migliaia di storie. La luce radente trasforma le pietre in un libro diffuso dove le pagine sono i muri e le parole i graffiti, sopravvissuti ai secoli.

Graffiti e disegni secolari l’altra storia di Venezia

intervista con Fabio Cappelli per TuttiFrutti su “I graffiti di Venezia”, settembre 2022. “Che cosa ci insegnano i graffiti di Venezia su una città della cui storia pensavamo di conoscere tutto o quasi? I graffiti di Venezia ci offrono una visione e una prospettiva del tutto inedita. è come se la storia venisse riscritta dal basso e annullasse la linea del tempo”.

http://Corriere-della-Sera-La-Lettura-i-Graffiti-di-Venezia-Alberto-Toso-Fei-Desi-Marangon-Anna-Gandolfi

Storia segreta di Venezia in 450 graffiti

di Anna Gandolfi
Chiamateli, se volete, vandalismi. Oppure tag. Ma, a differenza degli scarabocchi contemporanei, quelli antichi sono vere testimonianze: il tempo sedimenta (se ne contano alcuni del Tre-Quattrocento) e ne fa lente per osservare la città. Segni mappati e interpretati dallo scrittore Alberto Toso Fei e dall’epigrafista Desi Marangon che per cinque anni hanno fatto su e giù per calli e campielli, insule, campi, si sono imbucati nelle corti, tra porte e balconi.

Eventi

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IL PIEDE DESTRO DI BYRON E ALTRI MISTERI VENEZIANI

giovedì 29 febbraio, ore 20

sarà una serata all’insegna de “Il piede destro di Byron”, che non disdegnerà diversi passaggi narrativi su altre storie e misteri veneziani, quella che Alberto Toso Fei terrà al Birrificio Bradipongo di Colle Umberto, nel trevigiano, nel corso di una serata realizzata in collaborazione con la Libreria Tralerighe che vedrà anche la realizzazione di un menù dedicato. La narrazione sarà alternata dalle musiche di Luca Corradini, voce e chitarra, e Giulia Galasso, violino e cori. Inizio dalle ore 20. Ingresso libero, prenotazione consigliata allo 0438 394992

URBS SCRIPTA – I GRAFFITI DI VENEZIA

lunedì 12 febbraio, ore 18.15

“Urbs Scripta – I Graffiti di Venezia” è un progetto di Public History avviato da Alberto Toso Fei e Desi Marangon con la pubblicazione del volume “I graffiti di Venezia”, col quale sono stati catalogati più di 6000 graffiti storici localizzati a Venezia (XI sec. – 1945) e precedentemente sconosciuti. Si tratta di un tentativo d’avanguardia, in Europa, per rendere i graffiti accessibili al pubblico non esperto, e sensibilizzare i cittadini sull’importanza dei graffiti come fonti storiche. Nell’aprile 2023 hanno inoltre inaugurato “Urbs Scripta”, festival dedicato al patrimonio culturale costituito dai graffiti storici di Venezia. Il progetto sottolinea il potenziale dei graffiti come fonte storica, promuovendoli a paradigma rivoluzionario per la tutela del patrimonio culturale. I due autori ne parleranno a un incontro organizzato dall’Associazione laureati di Ca’ Foscari “Alumni”. Ore 18.15, Aula Baratto, Università Ca’ Foscari Venezia. Ingresso libero

ESPLORATORI VENEZIANI ALLA SCOPERTA DEL MONDO

sabato 10 febbraio, ore 18

Furono spregiudicati, indomiti, coraggiosi. Scoprirono terre nuove, incontrarono nuovi popoli e lo fecero per curiosità e per sete di conoscenza, ma anche per voglia di conquista, per denaro e per fama (così come per fatalità). In molti casi, non lo fecero per Venezia: la Repubblica non seppe o non volle approfittare delle loro capacità, e dunque misero le loro abilità al servizio di altre potenze. Nondimeno, la Serenissima si fece sempre vanto di questi uomini capaci di solcare i mari più lontani, al punto da eternare le imprese di alcuni di loro nella Sala dello Scudo di Palazzo Ducale, il luogo d’attesa di ambasciatori e principi, dove Venezia li presentava al mondo dicendo: ecco di cosa sono stati capaci i veneziani. Gli esploratori veneziani. Da Marco Polo ai fratelli Antonio e Niccolò Zen; da Alvise Da Mosto a Piero Querini; da Giovanni Miani a Giancarlo Ligabue, Alberto Toso Fei narrerà le storie di questi veneziani speciali ed errabondi, che fecero del viaggio e della scoperta la loro ragione di vita. Ore 18, Auditorium M9, via Giovanni Pascoli 11, Mestre. Ingresso libero