Venezia in numeri

Venezia in numeri

120 dogi in 1100 anni di Repubblica; le storie più belle delle 116 insule formate da 135 campi e 1198 calli; le leggende nascoste tra i 256 pozzi e i 423 ponti; e poi le 11.654 cortigiane ‘ufficiali’ e le 7 donne da primato, o le 69 pestilenze e i 23.000 proiettili del ‘48 veneziano.

Ecco alcuni dei numeri estratti a sorte dal cappello della storia per raccontare Venezia e i suoi leggendari 1600 anni. Venezia svelata attraverso i suoi numeri che raccontano una civiltà inimmaginabile e molte delle sue leggende. Una summa numerica che restituisce la panoramica di una storia unica e irripetibile.

Orientalia. Mille e una notte a Venezia.

Orientalia. Mille e una notte a Venezia.

In una “Mille e una notte” veneziana Saddo Drisdi, l’ultimo turco rimasto a Venezia, con i suoi racconti di principesse e corsari, sultane e dogi, santi e guerrieri, incanta sette bambini sfuggiti agli austriaci ed entrati di soppiatto nel Fondaco dei Turchi, ora in disfacimento. È il 1838 e la città è sotto la dominazione Austro-ungarica: dei fasti della Serenissima resta ben poco. Il vecchio raccoglie i bambini attorno a sé per raccontare le infinite storie tra veneziani e ottomani, fatte di battaglie cruente, amori passionali, rapimenti di donne, santi trafugati e malfattori tramutati in pietra; vicende secolari tra la Serenissima e la Sublime Porta, tra Venezia e Costantinopoli, sospese tra mito e storia.
Orientalia – Mille e una notte a Venezia è una graphic novel concepita dallo scrittore veneziano Alberto Toso Fei in stretta collaborazione col disegnatore e artista Marco Tagliapietra: un racconto seducente ammantato di leggenda che restituisce al lettore, con precisione storica, personaggi e luoghi di una Venezia (forse) perduta.

“Credo che Veneziani e Turchi siano come una coppia di vecchi sposi che litigano, sparlano di l’uno dell’altro, fanno scintille, ma che poi si conciliano perché in fondo in fondo si amano”, dice a un certo punto il vecchio Saddo Drisdi. Veneziani e Ottomani furono per secoli acerrimi nemici ma anche i migliori alleati commerciali, in una continuità e uno scambio oggi forse incomprensibili; i “Turchi” erano accusati delle peggiori nefandezze, ma nello stesso tempo li si ospitava in città in uno dei più prestigiosi palazzi sul Canal Grande, il Fondaco dei Turchi appunto, dove rimasero per più di duecento anni, nel quale avevano un hammam e, si dice, perfino una piccola moschea.

Le storie raccontate ai bambini da Saddo Drisdi (che fu realmente l’ultimo turco del Fondaco, costretto dalle autorità austro-ungariche a sgomberare il palazzo proprio nel 1838) sono tutte “vere”, nel senso che fanno parte dell’immaginario veneziano – che ne ha tramandato le vicende in gran parte attraverso la tradizione orale – oppure si tratta di rielaborazioni in chiave epica di fatti storici che già ai tempi della Serenissima venivano trascritti e narrati a maggiore gloria dello Stato Veneziano.

La ricostruzione per immagini presente nella graphic novel (pubblicata interamente a colori da Round Robin Editrice) restituisce una Venezia filologica anche sotto il profilo iconografico, dallo stato di fatiscenza del Fondaco alle divise dei soldati austriaci, ai ponti ancora senza parapetti (a volerli furono proprio le autorità austro-ungariche). L’opera è completata da un cospicuo “making of” e da alcuni scritti storici per inquadrare meglio il periodo scelto dagli autori e le vicende descritte in Orientalia.

La Venezia segreta dei dogi

La Venezia segreta dei dogi

Chi furono i dogi di Venezia? Di sicuro non furono dei re o degli imperatori; ma nemmeno sono assimilabili a prìncipi (malgrado l’appellativo di “Serenissimo Principe” che presero da un certo momento in poi) né a qualsiasi altra figura di potere che la storia ci rimandi – marchese, conte, duca (a dispetto della radice comune del nome) – non derivando il loro governo da un asse ereditario padre-figlio, che poteva servire al massimo a garantirsi il diritto di partecipare a una elezione. Se ne parla diffusamente nel nuovo libro di Alberto Toso Fei, “La Venezia segreta dei dogi”, in uscita giovedì 29 ottobre, che la casa editrice Newton Compton ha scelto come strenna natalizia “veneziana”.

Il doge di Venezia è una delle figure istituzionali più complesse della storia moderna, per la maniera in cui veniva identificato in una moltitudine e per il suo essere a un tempo sovrano e servitore dello Stato, controllore di una società evoluta – compatibilmente con i limiti posti dalla Storia – e controllato da un fitto sistema istituzionale che non permetteva derive autoritarie. In qualche modo l’antesignano della figura contemporanea di un presidente eletto democraticamente.

Il libro rimanda così alle storie, personali e pubbliche, di centoventi persone che il destino – o una ferrea volontà – posero a capo di una delle maggiori potenze del mondo, capace di traghettarsi dalla fine dell’Impero romano fin quasi ai giorni nostri: persone con pulsioni, desideri, capacità politiche e diplomatiche molto diverse, come spesso furono diverse le loro aspirazioni e i loro sogni. Con un denominatore unico, però: quello di accrescere il prestigio e il potere dello Stato del quale si trovavano a essere il vertice e lo strumento di comando.

“La Venezia segreta dei dogi” – che esce nella collana Misteri Italiani Newton – si propone di esplorare alcuni aspetti storici e curiosi di vita veneziana – indulgendo volentieri nell’ambito del leggendario e non illudendosi di poter esaurire in poche pagine un millennio e mezzo di storia – a partire dalla figura del doge, senza limitarsi alla massima autorità dello stato veneziano, ma estendendo il più possibile “l’esplorazione” a ogni settore: descrivendo dei banchetti dogali rimasti nella memoria si aprirà uno spaccato sulla cucina veneziana; parlando di un doge morto di “troppe cure” inflitte dai suoi medici si accennerà alla scuola medica e anatomica veneziana e così via, nell’intento – tutt’altro che peregrino – di dimostrare come Venezia e i suoi dogi furono una cosa sola, dal momento che furono l’espressione più alta della vita della città in ogni periodo storico la Serenissima si sia trovata ad attraversare nella sua lunga vicenda all’interno della più vasta esperienza della civiltà umana.

Televisione

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Viaggio Nella Grande Bellezza

L’ECONOMIA DEL VETRO
È stata dedicata interamente a Venezia, una puntata di “Viaggio nella grande bellezza”, la trasmissione di Canale 5 condotta dall’attore Cesare Bocci realizzata nelle città più belle e significative d’Italia. Ospite speciale della trasmissione Alberto Toso Fei, che percorrendo col conduttore il Canal Grande a bordo di una barca veneziana, ha raccontato di D’Annunzio e della Duse, di Ca’ Dario e Peggy Guggenheim e di molte altre storie. Tra le più curiose, “la guerra degli specchi”.

TEDx Bassano del Grappa

“Quarantena, Lazzaretto, Ghetto, Arsenale, ma soprattutto “ciao”. La lingua della Serenissima è ovunque, afferma Toso Fei, e il mondo la parla senza saperlo. 10 minuti di narrazione per scoprirlo con il TEDx tenuto dall’autore a Bassano del Grappa”.

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DAL FUOCO ALLA MUSICA

La notte del 29 gennaio 1996 un incendio di origine dolosa ridusse in cenere La Fenice di Venezia, uno dei teatri più celebri e più celebrati al mondo. Ricostruita “dove era e come era”, a distanza di 25 anni il corpo dei Vigili del Fuoco e il Ministero dell’Interno hanno voluto ricordare con un concerto l’impegno e il coraggio dei suoi uomini, accompagnando la ricorrenza con un documentario scritto e condotto da Alberto Toso Fei e diretto da Tommaso Giusto – che racconta della notte del rogo e delle fasi di ricostruzione.

Performer

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Alberto toso Fei - Marghera Estate

Alberto Toso fei

Alberto Toso Fei è conosciuto per le sue performance di solo racconto, a volte accompagnato da video o da supporti multimediali. Assieme ai teatri e alle sale attrezzate per accogliere un pubblico numeroso, nel corso delle estati tiene delle serate all’interno dei programmi estivi delle rassegne letterarie e di spettacolo organizzate da Comuni e Biblioteche. Nell’era del Covid, durante la quale sono stati privilegiati i monologhi per evitare la compresenza di troppe persone sul palcoscenico, la sua attività di storyteller non si è mai fermata.

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Venezia in numeri

di Fabio Bozzato
«2500 erano gli aventi diritti al voto, 11.654 le prostitute, 69 furono invece le volte che fu colpita dalla peste. E oggi qual è la vera cifra di Venezia? Ce lo racconta una guida d’eccezione». Venerdì di Repubblica, 23.04.21

Alberto Toso Fei ospite al Tg2 Mizar

Alberto Toso Fei ospite di Tommaso Ricci a Tg2 Mizar, racconta Venezia e la sua storia, lunga 1600 anni, attraverso i suoi ‘numeri’.

Venezia in numeri rai news 24

Alberto Toso Fei intervistato da Fabio Cappelli per la rubrica culturale Tuttifrutti per Rai News 24 e Rai 5

Eventi

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I GRAFFITI DI VENEZIA – MOSTRA FOTOGRAFICA

23 giugno – 30 settembre 2022

“I Graffiti di Venezia” è anche una mostra fotografica! In occasione delle celebrazioni del trentennale della Fondazione di Venezia, la Fondazione stessa ha inaugurato – con Alberto Toso Fei, Desi Marangon e ll fotografo Simone Padovani che li ha realizzati – la mostra con una selezione degli scatti utilizzati nel progetto (alcuni dei quali non inseriti nel volume edito da Lineadacqua).

La mostra è aperta gratuitamente al pubblico nella sede della Fondazione di Venezia (Dorsoduro, 3488/u) dal lunedì al venerdì – dalle 10 alle 19 – fino al 30 settembre. E ognuno di voi può lasciarci un segno! in fondo alla hall espositiva c’è infatti un grande pannello a disposizione dei vostri pensieri…

I MISTERI DI VENEZIA

venerdì 24 giugno, ore 21.15

Si intitola “I Misteri di Venezia”, ma in realtà si tratta di un incontro che abbraccia la storia, le curiosità e… i graffiti col loro carico di narrazione! In piazza del Municipio a Ca’ Savio Alberto Toso Fei – da un certo momento in poi assieme a Desi Marangon – daranno vita una serata – organizzata dalla Biblioteca Comunale di Cavallino-Treporti – che racconterà del succedersi di avvenimenti e di vite che a Venezia ha prodotto episodi unici nella storia.
Un evento di riscaldamento della Maratona di lettura “Il Veneto legge”.

👉 24 giugno, ore 21.15, Piazza Papa Giovanni Paolo II, loc. Ca’ Savio

I GRAFFITI DI VENEZIA

lunedì 20 giugno, ore 18

“I Graffiti di Venezia” (Lineadacqua Edizioni) non è solo un libro: è la prima mappatura completa mai realizzata su migliaia di graffiti incisi o dipinti sulle pietre di Venezia, dall’epoca delle crociate al dopoguerra, raccolti in anni di ricerca da Alberto Toso Fei e Desi Marangon: navi, volti, cronache, date, nomi, croci. La Storia raccontata attraverso le storie; una Venezia mai vista prima, tutta da scoprire.

Gli autori incontreranno il pubblico lunedì 20 giugno dalle ore 18 nell’Auditorium Generali “The Home Venice” di “The Human Safety Net”, in Procuratie Vecchie, ingresso da Piazza San Marco 128. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti